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Nel segno del Surreale

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Recensioni

..Comunque, desideri e denunce, pensieri e nostalgie che assillano la mente di un artista, ma che si riscattano sempre sul piano dell'arte, con la nobiltà del colore,con una rigorosa e vigorosa costruzione disegnativa, con una forte e ben calibrata architettura compositiva dello spazio, per divenire quindi, oltrechè motivo di meditazione, anche di godimento e di fruizione estetica, che è, in sostanza, l'assunto al quale deve obbedire un pittore.



Armando Nocentini



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...La vita impegnata nella lotta costante contro le avversità, non solo del destino ma anche e soprattutto dell'opera dell'uomo, ha influito notevolmente persino nella sintassi di questo serissimo pittore; e ne ha isolato, a poco a poco, una letteratura personale che è impregnata di poesia. Le immagini ne alimentano la vena che si aggira nell'ambiente quotidiano dove Cerrai raccoglie volta a volta indicazioni perentorie e contraddizioni. Ed egli riesce a trasformare gli stimoli di questo suo quotidiano in un canto velato di tristezza che "arriva", vale a dire che colpisce la sensibilità di chi questa esistenza conduce, come lui, con la forza sublime riposta nella speranza.



Tommaso Paloscia



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...Ed è proprio in quest'atmosfera che sta il pregio della pittura di
Cerrai, più che nelle situazioni, delle quali ormai una lunga consuetudine pittorica ci ha tolto o ridotto la sorpresa. Sta cioè nella qualità delle stesure, nel tenore analiotico che scandisce le immagini, nella luce inverosimile che le definisce e trasferisce il tutto oltre il limite del naturale.



Elvio Natali



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...La stupida algidità della critica moderna consente di non dover rendere omaggio alle ideologie, anche le più intime e profonde, che stanno alla base d'un immagine dipinta. Bene, ma ci vuole sempre rispetto per la verità, almeno. E' un minimo che si deve a Cerrai quando si osserva uno dei suoi dipinti; un minimo, perchè non è possibile, poi, restare indifferenti alla chiarezza emblematica dei suoi simboli.



Renzo Margonari



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...Ivano Cerrai è un pittore che sa mettere ordine nell'architettura dei suoi spazi, accomunando la precisione iperrealistica all'invenzione surreale, servendosi di quella luminosità fantastica che caratterizza il suo stile e che riesce a far volare nell'aria i simboli di un quotidiano frammentato ma limpido. E' questo lindore cromatico che esalta la sua provocatoria minuziosità posta a contrasto col caos attuale in cui nessuna cosa pare rispondere più ad un preciso grado di valore.



Dino Carlesi



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...anche se una citazione almeno merita - e qui sinteticamente ne soddisfo l'esigenza - la scultura che ha nome VENUSIANA, a mio avviso il capolavoro plastico di Cerrai. Modellata nella terra purpurea, la figura femminile si sviluppa in una distribuzione abnorme di vuoti che non sono prodotti dall'annientamento di "pieni" ma dalla loro rotazione o, se si vuole, dal loro ribaltamento che ne determina trasferimenti e collocazioni altre nelola stessa struttura dell'opera. ne deriva una confluenza singolare di sensazioni che diresti ispirate da certe espressioni di Dalì o di Max Ernst e sono invece la conferma di una via nuova e autonoma inventata da Cerrai.



Tommaso Paloscia